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Regione Trentino – Alto Adige/Südtirol. Un’agenzia per la giustizia?

By In

È una buona idea istituire una «Agenzia regionale per la giustizia»? Spieghiamo di cosa stiamo parlando.

Con decreto legislativo numero 16 del 2017, sono state delegate dallo Stato alla Regione Trentino – Alto Adige/Südtirol le funzioni riguardanti l’attività amministrativa e organizzativa di supporto agli uffici giudiziari (la delega, è bene precisarlo, non riguarda i magistrati e il personale amministrativo dirigenziale). In particolare la Regione deve occuparsi: a) dell’organizzazione amministrativa e della gestione giuridica ed economica del personale amministrativo; b) della messa a disposizione, della manutenzione e della gestione degli immobili destinati a sedi di uffici giudiziari; c) della fornitura delle attrezzature, degli arredi e dei servizi funzionali agli immobili necessari al funzionamento degli stessi uffici. In buona sostanza la Regione deve assicurare il personale, le strutture e le attività che consentono al «servizio giustizia» di funzionare.

Per «migliorare l’efficacia e l’efficienza degli interventi della Regione» previsti dal decreto legislativo appena ricordato, la legge regionale di stabilità, approvata qualche giorno fa, ha istituito «l’Agenzia regionale per la giustizia». Detta legge è avara di indicazioni. Si fa rinvio ad un «atto organizzativo» della Giunta regionale che dovrà disciplinare: a) attività, compiti ed organizzazione dell’Agenzia; b) modalità di utilizzo di personale e attrezzature; c) poteri di direttiva, indirizzo, e di controllo della Giunta regionale stessa. L’Agenzia avrà un consiglio di amministrazione (nominato dalla Giunta) di cui potranno far parte anche dei magistrati. Potrà essere istituito un organismo consultivo nel quale potrà essere nominato anche un rappresentante dell’avvocatura.

Fin qui i fatti. Proviamo a svolgere qualche considerazione.

A) La delicatezza del problema. È bene innanzitutto sottolineare l’importanza del tema. A questo fine è sufficiente ricordare che nelle scorse settimane alcuni importanti processi penali non si sono celebrati a Trento perché l’aula magna del palazzo di giustizia non è dotata di un impianto di fonoregistrazione. Il lettore rifletta sul fatto che quando un processo penale viene rinviato ci sono imputati che vedono procrastinato il momento in cui potranno eventualmente liberarsi di accuse infondate e, per contro, c’è l’intera collettività che vede allontanarsi l’applicazione della giusta sanzione nei confronti degli autori di crimini anche efferati. Discorsi non molto diversi si possono fare per la giustizia civile. La mancata celebrazione dei processi è una sconfitta sotto molti punti di vista.

B) Misurare l’efficienza del «servizio giustizia». Come detto, da quasi 4 anni la regione deve assicurare tutto ciò che è necessario al funzionamento del servizio giustizia nel nostro territorio. Ma, dopo la delega, questo servizio è migliorato? È peggiorato? È rimasto invariato? Sui giornali, di tanto in tanto, leggiamo dichiarazioni di questo o quello «stakeholder del servizio giustizia» (esempio: i sindacati dei lavoratori, gli avvocati e così via) che esprimono il proprio punto di vista. Ma esistono degli studi scientifici che abbiano cercato di dare risposte “oggettive” alla domanda? Misurare l’efficienza degli uffici giudiziari non è semplice. Cionondimeno vari organismi nazionali e internazionali hanno enucleato delle batterie di «indicatori» che possono essere presi in considerazione per arrivare ad avere una fotografia attendibile dell’efficienza del servizio (si vedano, ad esempio, i parametri fissati dalla European Commission for the Efficiency of Justice (CEPEJ).

C) La soluzione dell’Agenzia. E veniamo all’interrogativo iniziale che riguarda la scelta di istituire l’Agenzia regionale per la giustizia. Perché si è intrapresa proprio questa strada? Esistevano ed esistono soluzioni alternative? Di primo acchito, sembra si voglia ricalcare il modello della Svezia che ha istituito la «Swedish National Courts Administration (SNCA)». Secondo alcuni studiosi (vedi l’articolo di Luca Verzelloni, in Archivio penale del 2018) quella struttura pur essendo formalmente indipendente dall’esecutivo, risulta legata a doppio filo al Ministero della giustizia, che ne definisce l’attività. La SNCA è un’organizzazione “ombrello”, che funge da intermediario fra Ministero e uffici sul territorio, occupandosi di tutti gli aspetti connessi all’amministrazione della giustizia: gestione del personale, divisione del budget, monitoraggio, infrastrutture, impiego e sviluppo delle tecnologie, ecc. Il fatto è (sempre secondo lo studio appena citato) che la magistratura svedese risulta meno indipendente dagli altri poteri. Forse non c’è relazione diretta tra le cose, ma il dato deve far riflettere.

L’istituzione di un’Agenzia per la giustizia può essere varata solo all’esito di studi rigorosi e specifici. Se sono stati fatti sarebbe utile farli conoscere. Se non sono stati fatti, sarebbe bene farli.

Il tutto senza dimenticare che non assicurare un efficiente funzionamento della giustizia produce il malfunzionamento di tutto. Perché senza giustizia si minano la basi della convivenza.

 

l’Adige 15 dicembre 2020

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