era_digitale_5_copquater
cop_creativita_2
cop_problem_solving_2
cop_giur_si_diventa_2
cop_afa_2
lex_aquilia
pacta
previous arrow
next arrow
Articoli su quotidiani

Diritto. Una scienza senza premi

By In

Su Wikipedia esiste una pagina intitolata «Premi per la scienza». Scorrendola si scopre che, in giro per il mondo, vengono distribuiti annualmente decine e decine di premi per tutte le discipline.

Al di là del premio Nobel (che si preoccupa di gratificare anche la letteratura e l’economia) esistono premi per la biologia (es.: medaglia Darwin); per la fisica (es.: medaglia Einstein); per l’astronomia (es.: medaglia Bruce); per la matematica (es.: medaglia Fields); per la medicina (es.: medaglia Buchanan); per l’ingegneria (es.: medaglia Edison); per l’informatica (es.: premio Turing) per la psicologia (es.: premio Thorndike); e così via.

C’è una scienza che non compare nell’elenco: il diritto. I giuristi non hanno nessuna possibilità di vedersi riconosciuti un qualche straccio di premio. Eppure non mancano figure di giuristi famosi: da Ulpiano ad Irnerio da Kelsen a Calamandrei; solo per fornire qualche nome di persone vissute in un lasso di tempo che va dall’antichità ai giorni nostri.

Certo si può dire che spesso le medaglie non premiano la carriera ma una singola invenzione o una singola scoperta: qualcuno potrebbe sostenere che il diritto non ha premi perché in campo giuridico non si inventa nulla.

Questa convinzione è lontanissima dal vero. Qualche esempio per convincersene.

Come sarebbe il mondo se non esistessero le società per azioni? Esse sono figlie dell’invenzione del concetto di «persona giuridica» ovvero della possibilità di creare un centro di imputazione di interessi autonomo e diverso dalla persona fisica la cui sorte è sganciata da quella di chi ad essa dà vita: la società può fallire ma gli azionisti al massimo perdono il valore delle azioni.

Come sarebbe il mondo se non esistessero le cambiali? Esse sono nate nel medioevo quando andare da una città all’altra con dei soldi in tasca esponeva al rischio di aggressioni. Ecco che i giuristi dell’epoca inventano un documento di carta che incorpora un diritto di credito: si potevano depositare dei soldi in una banca a Firenze ottenendo in cambio un pezzo di carta che poi poteva essere presentato in una banca di un’altra città al fine di ottenere una somma di denaro equivalente a quella originariamente depositata. Lo strumento si è molto evoluto nei secoli fino ad arrivare ai moderni valori mobiliari. Ma dall’idea di giuristi è nato.

Come sarebbe il mondo senza contratti? In un mondo nel quale non esistesse un mezzo per rendere vincolanti le promesse che gli individui si fanno tra di loro non sarebbe possibile acquistare una casa, oppure ottenere un mutuo o, semplicemente, accordarsi con il tour operator per andare in vacanza.

Ma le domande potrebbero moltiplicarsi. Come sarebbe il mondo senza il testamento, ovvero senza lo strumento che ci consente di disporre delle nostre sostanze per il tempo in cui non ci saremo più? Oppure un mondo senza tribunali, privo, cioè, della possibilità di vedere riconosciute le nostre ragioni quando riteniamo siano state calpestate. Ci si potrebbe chiedere come sarebbe un mondo pieno di premi senza dei regolamenti che disciplinano come i premi vengono concessi.

Il diritto è una collezione di strumenti inventati (nel corso dei millenni) per risolvere i problemi delle società umane. Il diritto è esso stesso un’invenzione, almeno in Occidente dove il diritto è qualcosa di ben distinto dalla morale e dalla religione. Non a caso un libro di un giurista di vaglia (Aldo Schiavone) si intitola proprio: «Jus. L’invenzione del diritto in Occidente».

Dietro le riforme legislative, la nascita di nuovi contratti e altro ancora c’è l’incessante lavoro dei giuristi.

Sono i giuristi ad aver immaginato l’istituto dell’amministrazione di sostegno per proteggere, in alcuni frangenti della loro vita, le persone più fragili senza farle dichiarare interdette. Sono i giuristi ad aver immaginato il contratto di rete per offrire agli imprenditori dei distretti industriali un modo per lavorare insieme. Sono i giuristi ad aver concepito il contratto di lavoro a tutele crescenti per provare a dare risposte alle esigenze lavorative dei più giovani. Ma l’elenco è davvero infinito.

Non sempre gli strumenti giuridici si rivelano idonei a raggiungere lo scopo. E a volte possono e devono essere criticati perché tutelano alcuni interessi e non altri (è normale per una scienza che cerca di disciplinare le dinamiche sociali caratterizzate dalla coesistenza di impostazioni valoriali diverse).

Ma perché ogni volta che c’è un problema di qualsiasi tipo puntualmente invochiamo l’intervento del legislatore? Perché dentro di noi siamo convinti che debba essere il diritto a risolvere i problemi vecchi e nuovi della società. Perché da millenni i giuristi fanno questo. Non c’è un premio Nobel per il diritto, né altro tipo di medaglie per i giuristi. Ma forse il premio più importante è sapere che il diritto è tra le scienze più antiche e che da sempre la società progredisce grazie agli strumenti di governo del comportamento degli uomini congegnati dai giuristi.

l’Adige, 21 maggio 2021

Alto Adige, 22 maggio 2021

 

Argomenti correlati

La creatività del giurista

 

Skip to content