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	<title>diritto premiale &#8211; Giovanni Pascuzzi </title>
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	<title>diritto premiale &#8211; Giovanni Pascuzzi </title>
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		<title>Il diritto non è solo uso della forza</title>
		<link>https://www.giovannipascuzzi.eu/2025/04/27/il-diritto-non-e-solo-uso-della-forza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Pascuzzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Apr 2025 09:52:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli su quotidiani]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[diritto premiale]]></category>
		<category><![CDATA[funzione del diritto]]></category>
		<category><![CDATA[uso della forza]]></category>
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					<description><![CDATA[Sempre più spesso sentiamo ripetere la frase “il diritto internazionale è morto”. Si usa per sottolineare che il diritto internazionale sarebbe inefficace perché non esiste qualcuno in grado di far rispettare le regole della comunità degli Stati (e di imporre almeno un cessate il fuoco nei tanti conflitti in corso sul pianeta). Seguendo tale modo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.giovannipascuzzi.eu/wp-content/uploads/2025/04/adige_forza_ritaglio.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-6303 alignleft" src="https://www.giovannipascuzzi.eu/wp-content/uploads/2025/04/adige_forza_ritaglio-163x300.jpg" alt="" width="163" height="300" srcset="https://www.giovannipascuzzi.eu/wp-content/uploads/2025/04/adige_forza_ritaglio-163x300.jpg 163w, https://www.giovannipascuzzi.eu/wp-content/uploads/2025/04/adige_forza_ritaglio.jpg 494w" sizes="(max-width: 163px) 100vw, 163px" /></a><span style="font-size: 14pt;">Sempre più spesso sentiamo ripetere la frase “il diritto internazionale è morto”. Si usa per sottolineare che il diritto internazionale sarebbe inefficace perché non esiste qualcuno in grado di far rispettare le regole della comunità degli Stati (e di imporre almeno un cessate il fuoco nei tanti conflitti in corso sul pianeta).</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Seguendo tale modo di ragionare anche il diritto penale o il diritto tributario dovrebbero essere quanto meno malati gravi se si considera l’alto numero di reati che rimangono impuniti ovvero la copiosa compagine di quanti evadono allegramente le tasse. Eppure, assistiamo al proliferare di leggi che introducono nuovi reati o inaspriscono le pene per reati già esistenti.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">A ben vedere conclusioni come quella esposta nascono dell’idea che le norme giuridiche sono tali perché assistite da sanzioni: se non vengono osservate scattano punizioni di vario tipo (carcere, obblighi di risarcimento, sanzioni amministrative) ovvero si attivano meccanismi idonei ad attuarle in modo coattivo.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Ma il paradigma è davvero solo questo?</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Quando onoriamo un contratto lo facciamo per paura di essere condannati all’adempimento coattivo e al risarcimento del danno oppure perché pensiamo sia doveroso rispettare la “parola data”? Quando evitiamo di occupare gli stalli destinati alla sosta delle persone con disabilità lo facciamo per paura di essere “multati” e di vedersi decurtati i punti dalla patente, oppure perché consapevoli che in questo modo contribuiamo a rendere un po’ meno gravosa la vita a chi non è in grado di percorrere in autonomia lunghe distanze per giungere nel posto dove desidera andare? Quando, in auto, teniamo la destra o ci fermiamo al segnale di stop lo facciamo per non incorrere nella sanzione amministrativa oppure per evitare il colossale ingorgo che si creerebbe se fosse lasciata ad ognuno la scelta di guidare come gli pare?</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Nella sua concezione molto basica, il diritto ha una funzione essenzialmente repressiva dei comportamenti socialmente non desiderati. Di qui l’enfasi sulla sanzione e la convinzione che se non c’è la possibilità di applicare la forza bruta il diritto semplicemente non esiste.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Ma il diritto può svolgere anche una funzione promozionale: in questa diversa prospettiva l’ordinamento non mira a punire i comportamenti non voluti bensì ad incentivare i comportamenti desiderati.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Si possono fare numerosi esempi dei due diversi approcci: si può punire chi evade le tasse oppure si possono concedere benefici a chi le paga; si possono sanzionare i licenziamenti oppure si possono incentivare le assunzioni di lavoratori; e così via.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Ma lo scenario è ancora più complesso.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Le persone rispettano le norme per paura della sanzione oppure perché hanno fiducia nel fatto che anche gli altri lo fanno e che proprio la collaborazione reciproca permette di raggiungere i risultati desiderati e di governare la complessità del mondo? Per tornare ad un esempio fatto, quando guidiamo l’auto abbiamo fiducia nel fatto che anche gli altri rispetteranno le regole relative alla circolazione dei veicoli (per evitare il caos). In una trattativa contrattuale ci comportiamo secondo buona fede confidando che anche la controparte lo faccia: se si inizia una trattativa per porre fine ad una guerra ma allo stesso tempo si continua a bombardare è evidente che non ci sono le basi di un accordo perché si desidera solo imporre con la forza il proprio interesse.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Questo insistere sul fatto che il diritto esista solo se si è in grado di imporsi con la forza finisce con l’indurre a credere che il diritto coincida con la legge del più forte e che il diritto sia addirittura (im)posto dal più forte: così qualcuno è convinto che le cose gli appartengono solo perché ha la forza di prendersele.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Naturalmente occorre essere ben consapevoli del fatto che questa deriva esiste e che negli ultimi tempi sta conoscendo un inaspettato successo.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Ma si tratta di una concezione non molto evoluta del diritto.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Un diritto idoneo a governare società complesse non ha come motore principale l’uso della forza ma fa leva sulla capacità delle persone di cooperare per raggiungere obiettivi comuni di ampio respiro.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Alla base del diritto evoluto non c’è la forza, ma l’educazione che insegni a diventare cittadini in grado di assumersi le responsabilità che l’essere parte di una comunità comporta.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Il diritto di una società evoluta è uno strumento per promuovere valori e obiettivi condivisi facendo leva non sulla minaccia di sanzioni ma sulla capacità delle persone di cooperare avendo reciproca fiducia. Se così non è, semplicemente la società sta conoscendo un processo di regressione.</span></p>
<p><a href="https://www.giovannipascuzzi.eu/wp-content/uploads/2025/04/adige_diritto_forza.pdf"><span style="font-size: 14pt;">l&#8217;Adige, 27 aprile 2025</span></a></p>
<p><a href="https://www.giovannipascuzzi.eu/wp-content/uploads/2025/04/alto_adige_diritto_forza.pdf"><span style="font-size: 14pt;">Alto Adige, 3 maggio 2025</span></a></p>
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		<title>Una cittadinanza «a punti»?</title>
		<link>https://www.giovannipascuzzi.eu/2022/08/10/una-cittadinanza-a-punti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Pascuzzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Aug 2022 07:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli su quotidiani]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
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		<category><![CDATA[Garante per la protezione dei dati personali]]></category>
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		<category><![CDATA[Sistema di credito sociale]]></category>
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					<description><![CDATA[Si stanno moltiplicando le iniziative tese a premiare i cittadini che tengono comportamenti virtuosi. Un primo esempio viene dal Comune di Roma che ha varato una piattaforma di premialità denominata «Citizen Wallet» (https://tinyurl.com/2s4befme). Il sistema consente al cittadino che si impegna a migliorare la sostenibilità ambientale, sociale ed economica della città di ottenere punti che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;"><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" wp-image-4823 alignleft" src="https://www.giovannipascuzzi.eu/wp-content/uploads/Quotidiani/Adige/2022/cittadinanza_a_punti/cittadinanza_punti.jpg" alt="" width="262" height="920" srcset="https://www.giovannipascuzzi.eu/wp-content/uploads/Quotidiani/Adige/2022/cittadinanza_a_punti/cittadinanza_punti.jpg 410w, https://www.giovannipascuzzi.eu/wp-content/uploads/Quotidiani/Adige/2022/cittadinanza_a_punti/cittadinanza_punti-292x1024.jpg 292w" sizes="(max-width: 262px) 100vw, 262px" />Si stanno moltiplicando le iniziative tese a premiare i cittadini che tengono comportamenti virtuosi.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Un primo esempio viene dal Comune di Roma che ha varato una piattaforma di premialità denominata «Citizen Wallet» (<a href="https://tinyurl.com/2s4befme">https://tinyurl.com/2s4befme</a>). Il sistema consente al cittadino che si impegna a migliorare la sostenibilità ambientale, sociale ed economica della città di ottenere punti che possono essere convertiti in premi (beni e/o servizi sostenibili) offerti da Roma Capitale e dai suoi partner. Nella fase iniziale sono state individuate due tipologie di comportamenti virtuosi che consentono di accumulare punti e accedere alle premialità: la compilazione del questionario sui servizi online di Roma Capitale e l’utilizzo del servizio «tap&amp;go» dell’azienda dei trasporti.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Secondo notizie di stampa, il Comune di Bologna si propone di adottare un meccanismo analogo. Il cittadino avrà un riconoscimento se differenzia i rifiuti, se usa i mezzi pubblici, se gestisce bene l’energia, se non prende sanzioni dalla autorità municipale, se risulta attivo con la Card cultura. A questi comportamenti virtuosi corrisponderanno dei punti che i bolognesi potranno poi spendere in premi in via di definizione (ad esempio: sconti su prodotti, attività culturali e così via).</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Sempre a Bologna è stato sperimentato per la prima volta il &#8220;Progetto Pollicino&#8221;, un&#8217;indagine statistica attraverso la quale il cittadino è stato invitato a condividere i propri dati (apparentemente in forma anonima), per consentire un&#8217;analisi della mobilità (<a href="https://tinyurl.com/328x62bj">https://tinyurl.com/328x62bj</a>). Al termine dell&#8217;indagine, è previsto che gli aderenti ricevano premi offerti dai partner privati del Progetto.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Ampia eco sui mass media ha avuto l’istituzione da parte del Comune di Fidenza della «Carta dell’assegnatario» di un alloggio comunale. Ogni assegnatario ha un punteggio iniziale pari a 50 punti. Ogni comportamento non virtuoso comporta una decurtazione del punteggio. Ad esempio: danneggiare le parti comuni, oltre alla sanzione pecuniaria, comporta la decurtazione di 20 punti. Stesso numero di punti si perdono anche se si reca disturbo agli altri inquilini. L’esaurimento dei 50 punti comporta la risoluzione del contratto di locazione. Mentre a<em>gli assegnatari che, per un periodo consecutivo di tre anni, non incorrono in sanzioni è attribuito automaticamente un incremento di 5 punti, fino al raggiungimento del punteggio massimo di 65 punti.</em></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">A ben vedere non si tratta di strumenti totalmente nuovi. Basti pensare alla patente a punti: ad ogni patente di guida è assegnato un punteggio iniziale di 20 punti, che diminuisce ogni volta che viene commessa una infrazione di una certa gravità ovvero che aumenta se non si commettono violazioni al Codice della strada.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Cionondimeno le iniziative prima ricordate stanno suscitando molte perplessità. Ai primi di giugno, il Garante per la protezione dei dati personali ha comunicato di aver aperto tre istruttorie considerando «preoccupanti i meccanismi di scoring che premiano i cittadini virtuosi» (<a href="https://tinyurl.com/2859m7dk">https://tinyurl.com/2859m7dk</a>). Il Garante è allarmato dai rischi connessi a meccanismi di profilazione che possono comportare una sorta di &#8220;cittadinanza a punti&#8221; e dai quali possono derivare conseguenze giuridiche negative sui diritti e le libertà degli interessati, inclusi i soggetti più vulnerabili.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Le iniziative citate ricordano il “Sistema di credito sociale” che la Repubblica popolare cinese sta sviluppando per classificare la reputazione dei propri cittadini. Tale sistema può diventare uno strumento di sorveglianza di massa basato su tecnologie per l&#8217;analisi dei big data. Il sistema si compone di tre elementi: i database che contengono le informazioni sugli individui; una griglia di ricompense e punizioni; un’interfaccia che consente di accedere ai dati ammessi alla libera circolazione (<a href="https://tinyurl.com/2p9zdbpu">https://tinyurl.com/2p9zdbpu</a>).</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Compito delle regole è orientare i comportamenti delle persone. L’approccio classico sanziona i comportamenti non voluti. Un diverso approccio mira invece a premiare i comportamenti ritenuti virtuosi. Così, per fare un esempio, anziché punire chi lascia i rifiuti a casaccio si premia chi fa correttamente la raccolta differenziata.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Questa diversa logica è proprio quella sottesa alle iniziative ricordate in apertura.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Gli aspetti problematici nascono quando si aspira ad usare quella logica su larga scala, usando moli enormi di dati elaborati in maniera automatica al fine di creare una classificazione di massa dei cittadini sulla base dei punteggi assegnati a ciascuno di loro. Tra gli aspetti problematici si possono citare:</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">a) l’omologazione del concetto di cittadinanza (base della democrazia) alle dinamiche proprie del marketing e della fidelizzazione del cliente/consumatore;</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">b) la possibilità che i gruppi sociali con basso punteggio vengano sempre più emarginati;</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">c) l’opacità degli algoritmi che generano i punteggi con conseguenti possibili abusi.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Non è un caso, del resto, che la proposta di Regolamento dell’Unione europea sull’intelligenza artificiale mira a vietare i sistemi che valutano l’affidabilità delle persone sulla base del loro comportamento sociale mediante un punteggio atto a determinare un trattamento pregiudizievole o sfavorevole.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Siamo di fronte ad una ennesima sfida e alla necessità di coniugare il perseguimento di obiettivi meritevoli con la tutela dei diritti fondamentali.</span></p>
<p><a href="https://www.giovannipascuzzi.eu/wp-content/uploads/Quotidiani/Adige/2022/cittadinanza_a_punti/cittadinanza_punti_adige.pdf"><span style="font-size: 14pt;">l&#8217;Adige, 10 agosto 2022</span></a></p>
<p><a href="https://www.giovannipascuzzi.eu/wp-content/uploads/Quotidiani/Adige/2022/cittadinanza_a_punti/cittadinanza_punti_alto_adige.pdf"><span style="font-size: 14pt;">Alto Adige, 10 agosto 2022</span></a></p>
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<p><a href="https://www.giovannipascuzzi.eu/2020/07/23/il-diritto-dellera-digitale/"><span style="font-size: 14pt;">Il diritto dell&#8217;era digitale</span></a></p>
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