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	<title>etica del ricercatore &#8211; Giovanni Pascuzzi </title>
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	<description>Tracce digitali</description>
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	<title>etica del ricercatore &#8211; Giovanni Pascuzzi </title>
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		<title>Trump e le Università e la ricerca</title>
		<link>https://www.giovannipascuzzi.eu/2025/03/27/trump-e-le-universita-e-la-ricerca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Pascuzzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Mar 2025 09:06:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli su quotidiani]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia autoritaria]]></category>
		<category><![CDATA[etica del ricercatore]]></category>
		<category><![CDATA[integrità della ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[sfiducia nella scienza]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
		<category><![CDATA[trasparenza e accessibilità dei dati scientifici]]></category>
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					<description><![CDATA[Lo scorso 13 febbraio, Donald Trump ha istituito la «Commissione del Presidente per rendere l’America di nuovo sana» (“Make America Healthy Again”) (pdf_en; pdf_it). Partendo dalla constatazione che molti cittadini statunitensi soffrono di malattie croniche, Trump ha affidato a detta Commissione il compito di redigere, in pochi mesi, una strategia tesa a fronteggiare il problema [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;"><a href="https://www.giovannipascuzzi.eu/wp-content/uploads/2025/03/t.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" wp-image-6253 alignleft" src="https://www.giovannipascuzzi.eu/wp-content/uploads/2025/03/t-122x300.jpg" alt="" width="241" height="593" srcset="https://www.giovannipascuzzi.eu/wp-content/uploads/2025/03/t-122x300.jpg 122w, https://www.giovannipascuzzi.eu/wp-content/uploads/2025/03/t-417x1024.jpg 417w, https://www.giovannipascuzzi.eu/wp-content/uploads/2025/03/t.jpg 470w" sizes="(max-width: 241px) 100vw, 241px" /></a>Lo scorso 13 febbraio, Donald Trump ha istituito la «<a href="https://www.whitehouse.gov/presidential-actions/2025/02/establishing-the-presidents-make-america-healthy-again-commission/">Commissione del Presidente per rendere l’America di nuovo sana» (“Make America Healthy Again”)</a> (<a href="https://www.giovannipascuzzi.eu/wp-content/uploads/2025/03/Establishing_.pdf">pdf_en</a>; <a href="https://www.giovannipascuzzi.eu/wp-content/uploads/2025/03/Istituzione.pdf">pdf_it</a>). Partendo dalla constatazione che molti cittadini statunitensi soffrono di malattie croniche, Trump ha affidato a detta Commissione il compito di redigere, in pochi mesi, una strategia tesa a fronteggiare il problema specie con riferimento alle malattie croniche dei bambini.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">L’iniziativa colpisce per due ragioni: a) la Commissione sarà formata da membri del governo e non, come sarebbe stato logico attendersi, da scienziati (al più potranno essere promosse audizioni di “esperti”); b) il documento guarda con sospetto ai contributi che vengono dal mondo scientifico visto che in esso si legge testualmente: «Dobbiamo ripristinare l&#8217;integrità del processo scientifico proteggendo le raccomandazioni degli esperti da influenze inappropriate e aumentando la trasparenza sui dati esistenti»; ovvero «tutta la ricerca sanitaria finanziata a livello federale dovrebbe dare potere agli americani attraverso la trasparenza e i dati “open source”, e dovrebbe evitare o eliminare i conflitti di interesse che alterano i risultati e perpetuano la sfiducia»; o, ancora, la strategia suggerita dalla Commissione dovrà «ripristinare l’integrità della scienza, anche eliminando l’indebita influenza dell’industria, divulgando i risultati e i dati di base nella misura massima consentita dalla legge applicabile e aumentando il rigore metodologico».</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">In altre parole, si sostiene che il processo scientifico non sarebbe rigoroso perché i ricercatori si farebbero influenzare da pressioni esterne (vedi industrie farmaceutiche) così da diffondere addirittura dati e conclusioni false.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Temi come l’integrità dei ricercatori, la lotta ai conflitti di interessi, la diffusione illimitata e aperta dei dati sono arcinoti a chi opera nel mondo della ricerca scientifica. In questo caso colpisce che il sospetto venga usato per delegittimare il sistema della ricerca.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><a href="https://www.nytimes.com/2025/03/15/opinion/trump-research-cuts.html">Il 15 marzo il comitato editoriale del New York Times</a> (<a href="https://www.giovannipascuzzi.eu/wp-content/uploads/2025/03/Opinion.pdf">pdf_en</a>; <a href="https://www.giovannipascuzzi.eu/wp-content/uploads/2025/03/Opinion-_-italiano.pdf">pdf_it</a>) (che ha il compito di fornire ai lettori del giornale una visione a lungo termine formata non dall&#8217;esperienza e dalla competenza di una persona, ma sostenuta da determinati valori istituzionali) ha pubblicato una presa di posizione dall’evocativo titolo: <a href="https://www.nytimes.com/2025/03/15/opinion/trump-research-cuts.html">«La fine autoritaria dell’istruzione superiore».</a> In estrema sintesi i membri di tale comitato sostengono che: (i) l&#8217;indebolimento delle Università è parte importante della strategia tesa costruire una democrazia autoritaria (strategia che comprende anche l’indebolimento dei media e dei giudici indipendenti); (ii) Trump sfrutta il fatto che molti americani non si fidano dell&#8217;istruzione superiore: le università d&#8217;élite appaiono come parchi giochi privilegiati per i giovani che cercano vantaggi solo per se stessi; (iii) il sistema di istruzione superiore americano, nonostante tutti i suoi difetti, è l&#8217;invidia del mondo e ora si trova ad affrontare una stretta finanziaria che minaccia i suoi numerosi punti di forza che avvantaggiano tutti gli americani; (iv) i leader dell&#8217;istruzione superiore americana sono stati in gran parte timidi e silenziosi di fronte all&#8217;assalto di Trump: sembrano sperare che, se tengono la testa bassa, la minaccia passerà, o almeno passerà dai loro campus.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Perché tanta sfiducia nella ricerca e come si esce da questa situazione?</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Le Università (non solo negli Stati Uniti) devono contrastare in maniera aperta ogni deriva autoritaria (anche al proprio interno). Devono continuare (o tornare) ad essere il luogo del dibattito aperto e franco dove non ci sono posizioni intoccabili per definizione. Il risentimento contro le élite intellettuali nasce anche dal fatto che spesso i ricercatori si presentano come depositari di un sapere distaccato che diventa fonte di una superiorità che legittima a trattare con sufficienza chi quel sapere non possiede: il fatto che adesso il Ministro della Sanità degli USA sia una persona che mette in dubbio l’efficacia anche del vaccino contro il morbillo forse deriva dal fatto che durante il Covid non è stata fatta una comunicazione della scienza all’altezza del problema e in grado di farsi capire da tutti. La scienza deve essere aperta senza che sia Trump a chiederlo: apertura vuol dire, come si è detto, dibattito, vuol dire diffusione gratuita dei dati e dei risultati prodotti dalle ricerche finanziate con soldi pubblici, vuol dire denuncia ed eliminazione di ogni conflitto di interesse.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Le Università, e i ricercatori che operano nelle stesse, devono saper comunicare all’esterno l’importanza delle cose che fanno dimostrando di saper applicare a se stessi i principi che da sempre governano la libera scienza: l’umiltà, la ricerca della verità dei fatti, la messa in discussione di ogni teoria come premessa per garantire il progresso della conoscenza.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Se, per non perdere i finanziamenti del governo federale, le Università dovessero omologarsi alle richieste più o meno esplicite del potere finirebbero per dar corpo proprio all’accusa di non essere impermeabili alle pressioni esterne.</span></p>
<p><a href="https://www.giovannipascuzzi.eu/wp-content/uploads/2025/03/T-Adige.pdf">l&#8217;Adige, 27 marzo 2025</a></p>
<p><a href="https://www.giovannipascuzzi.eu/wp-content/uploads/2025/03/T_alto_adige.pdf">Alto Adige, 27 marzo 2025</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h1><strong>Documenti correlati</strong></h1>
<ul>
<li><a href="https://www.nytimes.com/2025/03/28/us/columbia-universitys-president-resigns.html">La presidente della Columbia viene sostituita mentre Trump minaccia i finanziamenti dell&#8217;università. Katrina Armstrong lascia l&#8217;incarico una settimana dopo che l&#8217;università ha accettato una serie di richieste da parte della Casa Bianca</a>, The New York Times, 28 marzo 2025. (<a href="https://www.giovannipascuzzi.eu/wp-content/uploads/2025/03/La-presidente-della-Columbia-University-Katrina-Armstrong-si-dimette-The-New-York-Times.pdf">Pdf</a>)</li>
<li><a href="https://www.nytimes.com/2025/03/21/nyregion/columbia-response-trump-demands.html">La Columbia accetta le richieste di Trump dopo la revoca dei fondi federali</a>, The New York Times, 21 marzo 2025 (<a href="https://www.giovannipascuzzi.eu/wp-content/uploads/2025/03/La-Columbia-accetta-le-richieste-di-Trump-dopo-la-revoca-dei-fondi-federali-The-New-York-Times.pdf">Pdf</a>) [<span style="font-size: 10pt;"><em>Nel complesso, il piano dell&#8217;amministrazione, pubblicato in <a href="https://president.columbia.edu/sites/default/files/content/03.21.2025%20Columbia%20-%20FINAL.pdf">una lettera non firmata di quattro pagine</a> (<a href="https://www.giovannipascuzzi.eu/wp-content/uploads/2025/03/03.21.2025-Columbia-FINAL.pdf">pdf</a>), rifletteva un sorprendente livello di deferenza nei confronti dell&#8217;amministrazione Trump da parte di una delle più importanti università di ricerca private</em></span>].</li>
<li><a href="https://www.nytimes.com/2025/03/19/us/politics/trump-to-pause-175-million-for-university-of-pennsylvania-over-transgender-policy.html">La Casa Bianca progetta di sospendere i 175 milioni di dollari per Penn a causa della politica sui transgender</a>, The New York Times, 19 marzo 2025 (<a href="https://www.giovannipascuzzi.eu/wp-content/uploads/2025/03/La-Casa-Bianca-dovrebbe-sospendere-i-175-milioni-di-dollari-per-Penn-a-causa-della-politica-transgender-The-New-York-Times.pdf">Pdf</a>)</li>
<li><a href="https://www.nytimes.com/2025/03/13/nyregion/columbia-university-students-disciplined-hamilton-hall.html">Trump chiede importanti cambiamenti nelle regole disciplinari e di ammissione alla Columbia</a>, The New York Times, 13 marzo 2025 (<a href="https://www.giovannipascuzzi.eu/wp-content/uploads/2025/03/Trump-chiede-importanti-cambiamenti-nella-disciplina-e-nelle-regole-di-ammissione-alla-Columbia-The-New-York-Times.pdf">Pdf</a>) &#8212;- <a href="https://static01.nyt.com/newsgraphics/documenttools/6d3c124d8e20212d/85dec154-full.pdf">Lettera dell&#8217;Amministrazione federale alla Columbia University </a>(<a href="https://www.giovannipascuzzi.eu/wp-content/uploads/2025/03/lettera_amministrazione_alla_Columbia.pdf">Pdf</a>)</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h1>Post articolo</h1>
<ul>
<li><a href="https://www.nytimes.com/2025/04/06/opinion/trump-law-firms-universities.html?smid=nytcore-android-share">Comitato editoriale del New York Times, Un manuale per affrontare il presidente Trump, 6 aprile 2025</a> (<a href="https://www.giovannipascuzzi.eu/wp-content/uploads/2025/03/Opinione-_-Un-manuale-per-studi-legali-e-universita-per-affrontare-il-presidente-Trump-The-New-York-Times.pdf">pdf</a>)</li>
<li><a href="https://www.giovannipascuzzi.eu/wp-content/uploads/2025/03/roberto_caso.pdf">Roberto Caso, La svolta autoritaria contro la scienza, l&#8217;Adige 5 giugno 2025</a></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Macchine senzienti: con quali valori?</title>
		<link>https://www.giovannipascuzzi.eu/2022/07/05/macchine-senzienti-con-quali-valori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Pascuzzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jul 2022 06:54:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli su quotidiani]]></category>
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					<description><![CDATA[La notizia è di qualche giorno fa. Un ingegnere di Google, che lavorava a LaMda (acronimo di Language Model for Dialogue Applications), una tecnologia che consente di avviare conversazioni complesse ed usata per far funzionare gli assistenti vocali come “Alexa”, ha detto che ormai l’intelligenza artificiale è diventa senziente e, quindi, umana. Non sappiamo se [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;"><img decoding="async" class=" wp-image-4786 alignleft" src="https://www.giovannipascuzzi.eu/wp-content/uploads/Quotidiani/Adige/2022/macchine_senzienti/robot_senzienti.jpg" alt="" width="245" height="466" srcset="https://www.giovannipascuzzi.eu/wp-content/uploads/Quotidiani/Adige/2022/macchine_senzienti/robot_senzienti.jpg 346w, https://www.giovannipascuzzi.eu/wp-content/uploads/Quotidiani/Adige/2022/macchine_senzienti/robot_senzienti-158x300.jpg 158w" sizes="(max-width: 245px) 100vw, 245px" />La notizia è di qualche giorno fa. <a href="https://www.corriere.it/tecnologia/22_giugno_14/lamda-google-italiano-medium-1baf7b5c-eb42-11ec-b89b-6b199698064a.shtml">Un ingegnere di Google</a>, che lavorava a LaMda (acronimo di Language Model for Dialogue Applications), una tecnologia che consente di avviare conversazioni complesse ed usata per far funzionare gli assistenti vocali come “Alexa”, ha detto che ormai l’intelligenza artificiale è diventa senziente e, quindi, umana.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Non sappiamo se le cose stiano realmente così. Da tempo, però, in tutto il mondo si discute di questa possibilità. E molte organizzazioni internazionali, a cominciare dall’Unione europea, stanno redigendo i principi etici che i ricercatori devono rispettare nel progettare macchine sempre più “intelligenti”. Un punto su cui si insiste molto, in queste pioneristiche Carte di principi sull’intelligenza artificiale, è che i robot dovranno adeguarsi ai valori umani.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Ma quali sono i valori di noi umani (intesi come specie planetaria)?</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Nei giorni scorsi, la Corte Suprema degli Stati Uniti, cancellando la sentenza che dava copertura costituzionale federale al diritto all’interruzione volontaria della gravidanza, ha riacceso il dibattito tra chi crede che la vita del nascituro sia un valore da tutelare sin dal momento del concepimento e chi, viceversa, crede che il valore prevalente, (almeno nelle prime settimane di gestazione) sia quello delle donne alla propria autodeterminazione, o magari, più semplicemente, la considerazione di buon senso che nessuno può essere obbligato a fare qualcosa contro la propria volontà.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Ripetuti fatti di cronaca ripropongono la querelle tra chi sostiene che nessuno ha il diritto di disporre della propria vita (perché la vita è un valore in sé) e chi ritiene che lo Stato debba offrire gli strumenti per porre fine ai propri giorni quando l’esistenza diventa insopportabile a causa di gravi patologie.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Nei mesi scorsi aveva assunto toni anche violenti la discussione tra chi sosteneva che per salvaguardare il diritto alla salute della collettività dovesse introdursi per tutti l’obbligo vaccinale contro il Covid e chi rivendicava il diritto a poter scegliere se vaccinarsi o no.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">La siccità di questi giorni ripropone lo scontro tra chi denuncia i rischi del riscaldamento globale (in nome della necessità di tutelare l’ambiente) e chi vuole continuare ad emettere nell’atmosfera agenti inquinanti in nome del diritto dei paesi emergenti a raggiungere un maggior benessere economico.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Una guerra che si trascina ormai da mesi nel cuore dell’Europa ripropone addirittura un terreno di scontro (nel vero senso della parola) che sembrava definitivamente consegnato al passato: quello tra chi ritiene di avere il diritto di imporre con le armi la propria visione (che si tratti di una contesa territoriale o di cose più importanti poco rileva) e chi ritiene che l’aggredito debba essere comunque difeso.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Gli esempi potrebbero continuare. Ma sono già più che sufficienti a dimostrare che viviamo in un tempo di polarizzazioni molto spinte delle posizioni. Si fronteggiano valori diversi se non contrapposti e sembra una chimera immaginare una possibile sintesi anche a causa della facilità con la quale si ricorre alla violenza: basti pensare ai primi giorni del 2021 quando un assalto armato al Parlamento degli Stati Uniti fu l’epilogo del rifiuto di riconoscere l’esito di una consultazione elettorale.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">L’idea che le macchine possano diventare sempre più intelligenti se non addirittura senzienti ci mette un po’ i brividi lungo la schiena. Ecco che nasce impellente la necessità di imporre che esse non sfuggano mai al controllo umano. Di qui almeno l’auspicio che i robot siano progettati affinché facciano propri i valori di noi umani.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Si arriva così al nocciolo dei problemi: quello dei fini. Prima che la situazione ci sfugga di mano è indispensabile fare in modo che l’intelligenza artificiale: a) comprenda i nostri fini; b) adotti i nostri fini; c) conservi i nostri fini. Questa operazione viene definita: allineamento dei fini.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Ed ecco il punto. Quali sono davvero i nostri fini, i valori in cui crediamo? Abbiamo come italiani, come europei, come terrestri, come umani dei valori davvero comuni da poter insegnare ai cosiddetti “postumani” affinché li custodiscano e diano loro attuazione quotidiana? E se la stessa diversità valoriale fosse un valore, esiste ancora un margine per il rispetto reciproco o l’astratta possibilità di immaginare visione e sintesi?</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Personalmente più che le macchine senzienti mi crea inquietudine la babele valoriale che potrebbe spingere qualcuno a pensare che i robot debbano essere usati non già al servizio di tutti ma di una parte (i droni intelligenti impiegati come arma già rispondono a questa logica).</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Qualche scienziato ha ipotizzato che il rischio vero non sia quello di ritrovarsi una intelligenza artificiale “cattiva”, bensì una intelligenza artificiale estremamente brava nel realizzare propri fini non coincidenti con i nostri quali essi siano: una intelligenza artificiale che pensi solo a se stessa, che forse è il vero insegnamento che oggi stiamo dando (anche) ai robot.</span></p>
<p><a href="https://www.giovannipascuzzi.eu/wp-content/uploads/Quotidiani/Adige/2022/macchine_senzienti/alto_adige_robot.pdf"><span style="font-size: 14pt;">Alto Adige, 5 luglio 2022</span></a></p>
<p><a href="https://www.giovannipascuzzi.eu/wp-content/uploads/Quotidiani/Adige/2022/macchine_senzienti/Adige_robot.pdf"><span style="font-size: 14pt;">l&#8217;Adige, 5 luglio 2022</span></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Competenze «STEM» e pensiero umanistico</title>
		<link>https://www.giovannipascuzzi.eu/2021/03/20/competenze-stem-e-pensiero-umanistico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Pascuzzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Mar 2021 08:33:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli su quotidiani]]></category>
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		<category><![CDATA[STEM]]></category>
		<category><![CDATA[Technology]]></category>
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					<description><![CDATA[L’acronimo “STEM” sintetizza le parole inglesi Science, Technology, Engineering and Mathematics e viene utilizzato per indicare le discipline scientifiche e i relativi corsi di studio. Non passa giorno senza che il mondo delle imprese non lamenti la mancanza di “profili STEM” e non a caso la stessa Commissione Europea nel definire “l’Agenda per le competenze [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;"><img decoding="async" class=" wp-image-4005 alignleft" src="https://www.giovannipascuzzi.eu/wp-content/uploads/Quotidiani/Adige/2021/STEM/stem.jpg" alt="" width="201" height="423" srcset="https://www.giovannipascuzzi.eu/wp-content/uploads/Quotidiani/Adige/2021/STEM/stem.jpg 398w, https://www.giovannipascuzzi.eu/wp-content/uploads/Quotidiani/Adige/2021/STEM/stem-142x300.jpg 142w" sizes="(max-width: 201px) 100vw, 201px" /></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">L’acronimo “STEM” sintetizza le parole inglesi Science, Technology, Engineering and Mathematics e viene utilizzato per indicare le discipline scientifiche e i relativi corsi di studio.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Non passa giorno senza che il mondo delle imprese non lamenti la mancanza di “profili STEM” e non a caso la stessa Commissione Europea nel definire <a href="https://www.giovannipascuzzi.eu/wp-content/uploads/Quotidiani/Adige/2021/STEM/agenda_competenze_Europa_competitività_resilienza.pdf">“l’Agenda per le competenze per l&#8217;Europa per la competitività sostenibile, l&#8217;equità sociale e la resilienza” [COM(2020) 274 final]</a> ha individuato come obiettivo della “Azione 7” proprio l’aumento del numero di laureati in discipline STEM, competenze ritenute indispensabili anche per assicurare la transizione verde e digitale (oggetto della precedente “Azione 6”).</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">L’importanza di questo tipo di competenze è fuori discussione.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Il tema vero è un altro e può riassumersi in un interrogativo: può esistere un progresso scientifico e tecnologico senza un contestuale progresso morale e sociale? L’enfasi sulle competenze STEM poggia su una narrativa ben precisa che è quella del progresso, della competizione e della innovazione (le parole d’ordine dell’Unione europea e del neoliberismo, a volerne isolare l’accezione migliore). Ma questa narrativa tende ad oscurare i problemi etici e di giustizia sociale che porta con sé.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Provo a formulare due esempi. Per contrastare il Covid abbiamo bisogno urgente di vaccini. Ma nemmeno in tempi di pandemia si è messa in dubbio la logica del brevetto e del profitto che anima le imprese farmaceutiche. Può un ricercatore preoccuparsi solo di trovare il vaccino e non porsi nessuna domanda su chi e come avrà accesso ad esso?</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Secondo esempio. Dagli assistenti vocali come “Siri” e “Alexa”, alla “data analysis” fondata sui big data, ai robot, le nostre vite sono sempre più governate dalla cosiddetta intelligenza artificiale. Può il ricercatore che inventa queste meraviglie non porsi domande sul tipo di società che stiamo costruendo, una società della sorveglianza di massa che non conosce più il libero arbitrio perché gli algoritmi decidono per noi?</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Il tema non è secondario e difatti non è sfuggito al Presidente Draghi che nel <a href="https://www.governo.it/it/articolo/le-comunicazioni-del-presidente-draghi-al-senato/16225">discorso di insediamento</a> al Senato ha detto testualmente: «È necessario investire in una transizione culturale a partire dal patrimonio identitario umanistico riconosciuto a livello internazionale. Siamo chiamati a disegnare un percorso educativo che combini la necessaria adesione agli standard qualitativi richiesti, anche nel panorama europeo, con innesti di nuove materie e metodologie, e coniugare le competenze scientifiche con quelle delle aree umanistiche e del multilinguismo».</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">La domanda diventa: come si fa ad assicurare una formazione capace di fare sintesi tra cultura STEM e cultura umanistica?</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Il tema è complesso e la sua soluzione va ben al di là dell’inserire qualche ora di filosofia o di diritto nei corsi STEM.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Sembrerà strano, ma la difficoltà nasce anche per effetto della crisi del pensiero umanistico, dovuta, secondo me, a due ragioni.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">La prima è l’apparente sopravvenuta incapacità di produrre visioni della società, testimoniata dalla povertà progettuale dei partiti che occupano la scena. L’unico vero leader politico mondiale si è dimostrato essere Papa Francesco che, nelle encicliche “Laudato si’” e “Fratelli tutti”, ha disegnato un senso allo stare insieme a livello globale.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">La seconda è, in molti casi, l’incapacità degli umanisti di misurarsi davvero con il pensiero STEM. Un indirizzo etico-morale alle innovazioni tecnologiche può essere dato solo se le si comprendono nell’intimo. Questo comporta la necessità di dotarsi degli strumenti per capire il pensiero tecnico-scientifico: altrimenti si finisce di parlare del nulla. Cito un solo esempio perché mi è capitato di trattarne su queste pagine. Gli umanisti che criticano la didattica a distanza per partito preso sortiscono il solo effetto di lasciare il suo sviluppo nelle mani di chi scrive il software. Più costruttivo sarebbe capirne fino in fondo le potenzialità in modo da orientarla ad un uso il più appagante possibile.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Agli albori del pensiero occidentale la cultura era una sola: filosofia, poesia e scienza si tenevano la mano. Poi è sopravvenuta la specializzazione del sapere che ha prodotto gli steccati disciplinari nella ricerca e nella formazione. Tra sapere scientifico/tecnologico e sapere umanistico si è scavato un solco sempre più profondo.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">L’innovazione galoppante impone di colmare questo steccato. Cultura STEM e cultura umanistica devono dialogare. Anzi, bisognerebbe evitare di continuare a considerarle culture diverse. Il sapere scientifico/tecnologico deve innestarsi su un pensiero di base umanistico che consenta di fare scelte più consapevoli dei problemi e dei valori in gioco. E lo stesso sapere umanistico deve avere gli strumenti per comprendere il pensiero scientifico/tecnologico perché solo così può affrontare appieno i problemi etico/morali che lo stesso genera. Questo impone di ripensare totalmente i processi formativi ai diversi livelli. Più tardi si comincia a farlo peggio è.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Post scriptum. Nei libri e nei film di fantascienza spesso compaiono civiltà aliene molto più avanzate della nostra. Ma quale sarebbe una civiltà più avanzata? Quella che ha sviluppato tecnologie in grado di superare la velocità della luce o quella che ha eliminato le guerre? Quella che ha sconfitto l’invecchiamento e le malattie o quella che ha sconfitto la povertà e l’ingiustizia sociale? Il punto è che la cultura STEM, da sola, nulla ci dice sul perché valga la pena vivere.</span></p>
<p><a href="https://www.giovannipascuzzi.eu/wp-content/uploads/Quotidiani/Adige/2021/STEM/adige_stem.pdf">l&#8217;Adige 20 marzo 2021</a></p>
<p><a href="https://www.giovannipascuzzi.eu/wp-content/uploads/Quotidiani/Adige/2021/STEM/alto_adige_stem.pdf">Alto Adige 20 marzo 2021</a></p>
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