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	<title>remote working &#8211; Giovanni Pascuzzi </title>
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		<title>Lavorare (da casa) stanca, di Nicola Zamperini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Pascuzzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Dec 2020 12:10:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro agile]]></category>
		<category><![CDATA[remote working]]></category>
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		<category><![CDATA[tecnologie di controllo dei lavoratori]]></category>
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					<description><![CDATA[La pandemia si sta rivelando un acceleratore di trasformazioni sociali. Anche e forse soprattutto per effetto del “remote working”. Nel libro “Lavorare (da casa) stanca. Rischi e opportunità dello smart working” (edito da Castelvecchi, 91 pagine, euro 12,50) il giornalista Nicola Zamperini spiega come in poco tempo stia maturando la decisione di abbandonare il modello [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;"><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" wp-image-3673 alignleft" src="https://www.giovannipascuzzi.eu/wp-content/uploads/Recensioni/zamperini/zamperini-scaled.jpg" alt="" width="283" height="426" srcset="https://www.giovannipascuzzi.eu/wp-content/uploads/Recensioni/zamperini/zamperini-scaled.jpg 1701w, https://www.giovannipascuzzi.eu/wp-content/uploads/Recensioni/zamperini/zamperini-199x300.jpg 199w, https://www.giovannipascuzzi.eu/wp-content/uploads/Recensioni/zamperini/zamperini-681x1024.jpg 681w, https://www.giovannipascuzzi.eu/wp-content/uploads/Recensioni/zamperini/zamperini-768x1156.jpg 768w, https://www.giovannipascuzzi.eu/wp-content/uploads/Recensioni/zamperini/zamperini-1021x1536.jpg 1021w, https://www.giovannipascuzzi.eu/wp-content/uploads/Recensioni/zamperini/zamperini-1361x2048.jpg 1361w" sizes="(max-width: 283px) 100vw, 283px" />La pandemia si sta rivelando un acceleratore di trasformazioni sociali.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Anche e forse soprattutto per effetto del “remote working”.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Nel libro “<strong>Lavorare (da casa) stanca. Rischi e opportunità dello smart working</strong>” (edito da Castelvecchi, 91 pagine, euro 12,50) il giornalista <strong>Nicola Zamperini</strong> spiega come in poco tempo stia maturando la decisione di abbandonare il modello che prevede la concentrazione dei lavoratori (pubblici e privati) in spazi di lavoro collocati per lo più nelle grandi città. Facebook ha annunciato che entro il 2030 almeno la metà dei propri dipendenti lavorerà da casa<a href="#_edn1" name="_ednref1">[i]</a>.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Il libro si sforza di delineare le caratteristiche di uno scenario nel quale sempre più persone lavoreranno da casa.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Di seguito un piccolo inventario.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">&#8211; La fine del pendolarismo (con conseguenti risparmi sui trasporti e benefici ambientali: certo, se si riflette, appare un po’ irrazionale che milioni di persone ogni giorno facciano avanti e indietro per raggiungere il posto di lavoro) (p. 14).</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">&#8211; La riduzione del traffico (in che modo cambieranno le autostrade?) (p. 43).</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">&#8211; La scomparsa del modello “ufficio-centrico” ma anche del modello “città-centrico” (p. 40).</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">&#8211; La messa in discussione della cultura aziendale perché è più difficile mantenere il senso di appartenenza (ed anche i segreti industriali) quando non si vive il contatto fisico quotidiano nello stesso luogo (p. 30).</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">&#8211; La nascita di aziende policentriche.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">&#8211; La necessità di ripensare la cybersicurezza dell’azienda che non può essere più limitata alle macchine presenti i  sede ma deve estendersi alle attrezzature usate da chi lavora in remoto (p. 69).</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Altre conseguenze riguardano la prestazione di lavoro. Zamperini analizza:</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">&#8211; Gli effetti che software, macchine e piattaforme producono sui lavoratori (“portiamo i mezzi di produzione nella tasca dei pantaloni (smartphone) ventiquattrore al giorno, sette giorni su sette” (p. 13)).</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">&#8211; Il passaggio da un modello basato sull’orario di lavoro a un modello basato sul lavoro per obiettivi (p. 78).</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">&#8211; La fatica digitale, perché restare sempre connessi comporta una maggiore dispendio di energie al punto da rendere indispensabile la necessità di riconoscere un diritto a restare staccati, anche per favorire maggiore concentrazione (p. 51).</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">&#8211; La sensazione di isolamento che affligge chi, lavorando davanti ad uno schermo, non può più relazionarsi fisicamente con i colleghi (p. 68).</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">&#8211; La cancellazione della distinzione tra luogo di lavoro e ambiente casalingo visto che gli spazi coincidono. Mutamenti del concetto di flessibilità (p. 64).</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">&#8211; La produzione di software in grado di controllare in maniera capillare il comportamento dei lavoratori<a href="#_edn2" name="_ednref2">[ii]</a> (p. 76).</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">&#8211; Il pericolo che chi non possieda le necessarie competenze digitali venga immediatamente e irrimediabilmente espulso dal mercato del lavoro (esodati digitali) (p. 58).</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Zamperini si preoccupa di immaginare un lavoro da remoto sostenibile e formula 10 proposte per non stancarsi del telelavoro.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Un libro agile che tratteggia uno scenario prossimo venturo con il quale ci misureremo certamente. Il tema, come sempre, è quello dell’atteggiamento di fronte all’innovazione: la demonizziamo o cerchiamo di capirla per cogliere le opportunità e provare a combattere i suoi aspetti deteriori?</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><a href="#_ednref1" name="_edn1">[i]</a> Zamperini cita un lungo post dello stesso Zuckerberg del 21 maggio 2020</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><a href="https://www.facebook.com/zuck/posts/10111936543502931">https://www.facebook.com/zuck/posts/10111936543502931</a></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><a href="#_ednref2" name="_edn2">[ii]</a> Zamperini cita un articolo di Adam Satariano dal titolo <u><a href="https://www.nytimes.com/2020/05/06/technology/employee-monitoring-work-from-home-virus.html">How My Boss Monitors Me While I Work From Home</a></u>, apparso sul New York Times del 6 maggio 2020.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><a href="https://www.nytimes.com/2020/05/06/technology/employee-monitoring-work-from-home-virus.html">https://www.nytimes.com/2020/05/06/technology/employee-monitoring-work-from-home-virus.html</a>.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Satariano descrive, in particolare, il funzionamento del software denominato <a href="https://hubstaff.com/">Hubstaff</a>.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><a href="https://hubstaff.com/">https://hubstaff.com/</a></span></p>
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