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	<title>AI generativa &#8211; Giovanni Pascuzzi </title>
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		<title>Noi e Claude</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Pascuzzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 05:36:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli su quotidiani]]></category>
		<category><![CDATA[AI generativa]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[usi dell'AI generativa]]></category>
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					<description><![CDATA[Nei giorni scorsi Anthropic (produttrice di Claude, uno dei più diffusi chatbot di intelligenza artificiale generativa come ChatGPT, Gemini, Copilot e simili) ha annunciato che, a breve, Claude genererà da solo le future versioni di se stesso [pdf inglese, pdf italiano]. In una parola: le macchine si autoprogrammeranno. Gli informatici lavorano da almeno trent’anni su [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;"><a href="https://www.giovannipascuzzi.eu/wp-content/uploads/2026/06/claude_adige.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" wp-image-7007 alignleft" src="https://www.giovannipascuzzi.eu/wp-content/uploads/2026/06/claude_adige.jpg" alt="" width="306" height="386" srcset="https://www.giovannipascuzzi.eu/wp-content/uploads/2026/06/claude_adige.jpg 554w, https://www.giovannipascuzzi.eu/wp-content/uploads/2026/06/claude_adige-238x300.jpg 238w" sizes="(max-width: 306px) 100vw, 306px" /></a>Nei giorni scorsi Anthropic (produttrice di Claude, uno dei più diffusi chatbot di intelligenza artificiale generativa come ChatGPT, Gemini, Copilot e simili) <a href="https://www.anthropic.com/institute/recursive-self-improvement">ha annunciato che, a breve, Claude genererà da solo le future versioni di se stesso</a> [<a href="https://www.giovannipascuzzi.eu/wp-content/uploads/2026/06/When-AI-builds-itself-_-Anthropic.pdf">pdf inglese</a>, <a href="https://www.giovannipascuzzi.eu/wp-content/uploads/2026/06/Quando-lIA-si-costruisce-da-sola.pdf">pdf italiano</a>]. In una parola: le macchine si autoprogrammeranno.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Gli informatici lavorano da almeno trent’anni su programmi di ottimizzazione che si automigliorano. Ciò che colpisce dell’annuncio è la velocità con la quale si stanno producendo grandi cambiamenti (Claude è stato lanciato nel 2023) e il fatto che essi sono il frutto delle ingentissime risorse che operatori privati stanno investendo nel settore.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Lo scenario delineato innesca alcune riflessioni.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">A. Il governo dell’evoluzione delle macchine. Esiste una velocità tecnologica ed una ben più lenta velocità istituzionale. Quando il processo è molto veloce è probabile che le istituzioni chiamate a disciplinarlo non siano in grado di intervenire prima che gli effetti siano già diventati immodificabili. Occorre attuare precise strategie come ad esempio: (i) le istituzioni pubbliche devono avvalersi di esperti interni senza affidarsi ai lobbisti delle aziende (un parlamento che non capisce tecnicamente ciò che vuole regolare difficilmente produrrà regole buone); (ii) siccome le leggi in questo campo diventano obsolete prima di essere approvate, è meglio stabilire principi e processi e non stilare liste di comportamenti vietati.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">B. I rischi cui siamo esposti. Il governo di questi cambiamenti serve ad evitare che si concretizzino rischi pregiudizievoli per “noi umani”. Ad esempio: (i) concentrazione di potere economico e decisionale in poche aziende private; (ii) erosione dei mercati del lavoro più veloce della capacità di riqualificazione delle persone; (iii) uso dei sistemi a fini di disinformazione, sorveglianza, manipolazione elettorale. Il rischio più grande, come già ventilato, è non essere in grado di correggere ciò che sta avvenendo finendo per accettare la possibilità che i sistemi pongano a se stessi obiettivi che divergono da quelli umani.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">C. L’AI generativa nella nostra quotidianità. Per noi cittadini tutto sembra accadere sopra le nostre teste. In realtà non è così perché l’intelligenza artificiale generativa sta cambiando alacremente il nostro modo di lavorare.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Faccio degli esempi nei settori che conosco meglio, il mondo della giustizia e quello dell’insegnamento universitario, ma le cose non stanno in modo tanto diverso per medici, giornalisti e moltissimi altri lavori.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Per un avvocato o un giudice l’AI generativa (usata come ausilio e non come sostituto) può essere adoperata per analizzare e sintetizzare i documenti della causa, per fare ricerche più mirate sulle banche dati, per redigere bozze di documenti, per confrontare i testi delle diverse stesure di contratti lunghi e complessi, per automatizzare le routine lavorative, e così via. Si tenga conto che sono state immesse sul mercato decine di piattaforme di AI specificamente dedicate al mondo legale [<a href="https://www.giovannipascuzzi.eu/2026/05/03/intelligenza-artificiale-generativa/"><em>un inventario può leggersi qui</em></a>].</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Nel mondo dell’insegnamento (non solo universitario) l’AI generativa può essere usata per costruire interi percorsi didattici, ovvero come supporto alla valutazione, o, ancora, come rilevamento dei casi di plagio. E può essere usata per testare la tenuta di nuove teorie scientifiche (in un saggio dal titolo “<a href="https://arxiv.org/abs/2606.03300">A proof of an identity for the critical exponents of jamming</a>” [<a href="https://www.giovannipascuzzi.eu/wp-content/uploads/2026/06/parisi.pdf">pdf</a>] il premio Nobel Giorgio Parisi ha specificato che la prova di quanto dimostrato era stata ottenuta tramite l&#8217;interazione con Claude verificata dagli autori). Soprattutto occorre considerare che gli studenti già usano questi strumenti (ancora una volta, sul mercato esistono piattaforme specificamente destinate a chi apprende e che offrono strumenti per redigere sintesi dei libri di testo, schemi di ricerca, bozze di elaborati e simili): compito dei professori diventerà sempre più quello di guidare i ragazzi ad un uso efficace e al tempo stesso critico di questi strumenti.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">D. Cosa possiamo fare come utenti. Ciò che sta accadendo, a velocità vertiginosa, è qualcosa rispetto alla quale non è possibile restare fuori (pena il subire e basta). Non è particolarmente fecondo l’atteggiamento di chi osserva in attesa di sapere se e come usare al meglio questi strumenti. Se si omette di mettersi in gioco in prima persona si rischia di perdere l’occasione di migliorare i sistemi nel senso a noi più congeniale prima che si verifichino effetti irreversibili. Pertanto, occorre testate a fondo questi sistemi, con precise accortezze: (i) mantenere uno spirito critico attivo; (ii) acquisire le competenze necessarie ad usare in prima persona e in maniera efficace l’AI generativa (il che significa imparare a saper scegliere gli strumenti in base alle proprie necessità e alle loro caratteristiche e affidabilità e significa anche saper porre alle macchine le domande nella forma più appropriata per ottenere risposte utili e non affermazioni palesemente sbagliate, come pure può accadere: cosiddetta “arte del prompting”); (iii) usare questi strumenti come amplificatori del proprio pensiero e non come propri sostituti per evitare la dipendenza cognitiva; (iv) non cedere mai alle macchine la responsabilità della decisione finale.</span></p>
<p><a href="https://www.giovannipascuzzi.eu/wp-content/uploads/2026/06/claude_e_noi_Adige.pdf">l&#8217;Adige, 11 giugno 2026</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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